Checklist gratuita · Asta telematica

Tutti i controlli da fare prima di inviare la PEC. In una pagina.

Nata da più di 15 anni di depositi e da ogni errore che abbiamo visto escludere un’offerta valida. La stampi, la tieni accanto al computer e spunti i passaggi uno per uno.

  • Gli strumenti da avere pronti: PEC intestata a te, firma digitale nel formato giusto, IBAN per la cauzione
  • I campi del modulo dove si sbaglia più spesso e come compilarli nel tuo caso
  • Cosa non toccare dopo la firma, cosa allegare, cosa conservare
  • Le verifiche del giorno prima della gara

Insieme alla checklist ricevi il video che spiega tutto il processo di deposito. Te li mandiamo su WhatsApp, al numero che scrivi nel modulo, quindi controlla che sia quello giusto.

La checklist e il video arrivano su WhatsApp, al numero che hai scritto.

Hai un’asta entro dieci giorni lavorativi?

La checklist ti serve, ma da sola potrebbe non bastare: attivare una PEC o una firma digitale richiede giorni, e la parte finale del deposito non è intuitiva. Scrivici adesso la data e ti diciamo cosa è ancora fattibile.

Ho poco tempo, scrivo ora
Dove si sbaglia davvero

Gli errori che abbiamo visto escludere offerte perfettamente valide

Non sono errori da incompetenti. Sono passaggi che nessuno ti spiega e che scopri solo quando è troppo tardi.

1
Cauzione inferiore al minimo, anche di un euro

Un centesimo in meno della percentuale chiesta dall’avviso e sei escluso, senza appello.

Perché succede

La cauzione deve rispettare esattamente la percentuale richiesta dall’avviso di vendita, che di solito è il 10 per cento del prezzo offerto. Non è un dettaglio burocratico: è il primo controllo che fa il tribunale.

2
Bonifico della cauzione accreditato tardi

Non basta averlo disposto: deve essere accreditato prima del termine.

Perché succede

Se parte l’ultimo giorno utile, il giorno della gara la cauzione non risulta versata e l’offerta non entra in gara. E se arriva a gara conclusa, l’aggiudicazione ti viene tolta. Per questo la prima cosa che guardiamo è il calendario dei giorni lavorativi tra oggi e il termine.

3
La parte finale del deposito, che non è intuitiva

È qui che si perde la maggior parte delle persone: tanti chiudono il computer convinti di aver inviato l’offerta, e non l’hanno mai spedita.

Perché succede

Quando arrivi alla firma dell’offerta, il sistema del tribunale ti dà un link, poi un codice hash, poi un altro link dove inserire il codice. Da lì scarichi un file, lo firmi digitalmente, lo ricarichi, e ti viene dato un ulteriore link per recuperare il pacchetto dell’offerta, che va firmato di nuovo e solo a quel punto spedito via PEC.

Il tribunale ha costruito un sistema che non è intuitivo e nessuno lo mostra.

4
La PEC di un familiare

La PEC deve essere intestata a chi presenta l’offerta: quella del figlio o del coniuge fa saltare tutto.

Perché succede

È lo strumento che certifica la tua identità davanti al tribunale, quindi non può essere di un’altra persona. Se non ce l’hai, ti diciamo dove attivarla: servono pochi giorni, ma vanno messi in conto.

Se l’asta è vicina, scrivici su WhatsApp: questi controlli li facciamo insieme.

Preferisci fare i controlli insieme?

Con l’Affiancamento questi controlli li fa il nostro tecnico con te, in videochiamata, e il deposito lo facciamo insieme.

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