Un tecnico specializzato nel deposito delle aste telematiche entra in videochiamata con te ed è come se fosse seduto di fianco a te: prepara i documenti, compila l’offerta, ti guida passaggio per passaggio fino alla ricevuta della PEC. A te restano solo i tre gesti che la legge riserva a chi partecipa.
Con l’Affiancamento servono almeno sette giorni lavorativi. Vediamo se ci sei.
Non sono limiti del servizio: firma digitale e PEC sono strumenti personali che nessun altro può usare al posto tuo.
Qualunque soluzione tu scelga, paghi solo il servizio. Non chiediamo nessuna percentuale sul prezzo dell’immobile e nessuna provvigione in caso di aggiudicazione.
Noi facciamo consulenza e assistenza, non intermediazione immobiliare.
Non sono errori da incompetenti. Sono passaggi che nessuno ti spiega e che scopri solo quando è troppo tardi.
Un centesimo in meno della percentuale chiesta dall’avviso e sei escluso, senza appello.
La cauzione deve rispettare esattamente la percentuale richiesta dall’avviso di vendita, che di solito è il 10 per cento del prezzo offerto. Non è un dettaglio burocratico: è il primo controllo che fa il tribunale.
Non basta averlo disposto: deve essere accreditato prima del termine.
Se parte l’ultimo giorno utile, il giorno della gara la cauzione non risulta versata e l’offerta non entra in gara. E se arriva a gara conclusa, l’aggiudicazione ti viene tolta. Per questo la prima cosa che guardiamo è il calendario dei giorni lavorativi tra oggi e il termine.
È qui che si perde la maggior parte delle persone: tanti chiudono il computer convinti di aver inviato l’offerta, e non l’hanno mai spedita.
Quando arrivi alla firma dell’offerta, il sistema del tribunale ti dà un link, poi un codice hash, poi un altro link dove inserire il codice. Da lì scarichi un file, lo firmi digitalmente, lo ricarichi, e ti viene dato un ulteriore link per recuperare il pacchetto dell’offerta, che va firmato di nuovo e solo a quel punto spedito via PEC.
Il tribunale ha costruito un sistema che non è intuitivo e nessuno lo mostra.
La PEC deve essere intestata a chi presenta l’offerta: quella del figlio o del coniuge fa saltare tutto.
È lo strumento che certifica la tua identità davanti al tribunale, quindi non può essere di un’altra persona. Se non ce l’hai, ti diciamo dove attivarla: servono pochi giorni, ma vanno messi in conto.
Se l’asta è vicina, scrivici su WhatsApp: questi controlli li facciamo insieme.
Compila con la data dell’asta e l’orario che preferisci. Ti chiamiamo in giornata, nei giorni lavorativi.
Ti mandiamo un link, lo apri dal computer e ci vediamo. Il nostro tecnico ti guida passaggio per passaggio: è come se fosse seduto di fianco a te. Va bene qualsiasi computer con un browser aggiornato.
Una PEC intestata a te, una firma digitale attiva, il link dell’annuncio e il documento d’identità. Se ti manca la PEC o la firma ti diciamo dove richiederle e quanto ci vuole: in genere si sistemano in pochi giorni.
Da un’ora a due, a seconda del tuo caso (persona sola, coniugi, società). Prima dell’appuntamento controlliamo insieme i documenti e la perizia, così durante il deposito non ci sono sorprese.
Tre, e sono obblighi di legge: la firma con la tua firma digitale, l’invio dalla tua PEC e il pagamento del bollo. Sono strumenti personali legati alla tua identità e nessun altro può usarli. Ti guidiamo in ciascuno.
Ti spieghiamo come accedere alla piattaforma del gestore e come funzionano i rilanci. Durante la gara restiamo raggiungibili su WhatsApp.
Scrivici la data: fissiamo la videochiamata nei giorni giusti.
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